Nella mattinata del 25 giugno, giorno del novantatreesimo compleanno di Michelangelo Pistoletto, abbiamo inaugurato un vigneto artistico, realizzato riproducendo il simbolo del Terzo Paradiso elaborato dal grande esponente dell’Arte Povera.
Ma cos’è il Terzo Paradiso e come interagisce con la nostra azienda?
Nel 2003 Michelangelo Pistoletto ha scritto il manifesto del Terzo Paradiso e ne ha disegnato il simbolo grafico, unendo i due cerchi opposti del simbolo dell’infinito con un terzo cerchio centrale. Questo anello centrale rappresenta la fusione tra la natura (il primo paradiso) e l’artificio umano (il secondo paradiso), promuovendo un modello di transizione verso una società sostenibile e responsabile.
Progetto a cura di Ilaria Oliva
Vigneto artistico impiantato seguendo il disegno del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, con un anello esterno di Ottavianello, vitigno principe della Ottavianello Ostuni DOC, per tutte e tre le componenti ellissoidali del vigneto. All’interno degli elementi laterali è stata impiantata la Cigliola Bianca, e nell’elemento centrale il Marchione: entrambi i vitigni sono varietà rarissime, pressoché scomparse.
L’area di impianto è 24,5 metri di larghezza massima x 67 metri di lunghezza, per un totale di 1641 mq.
Il corridoio esterno percorribile è di 180 m lineari.
La vigna si trova a 100 m sul livello del mare, con vista sul mare Adriatico.
“Il Terzo Paradiso è la terza fase dell’umanità, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura”. (M.P.)
Su questo concetto si innesta l’incontro con Villa Agreste: nel 2022 cadeva il 50° anniversario dell’istituzione delle due DOC Ostuni, i cui vitigni rari ci pregiamo di recuperare e coltivare, e, per celebrare questa importante ricorrenza, nasceva quindi l’idea di realizzare qualcosa di nuovo, che rendesse giustizia al passato e andasse nella direzione futura, in cui le varietà rare diventeranno un patrimonio importante. Da qui l’idea di impiantare un vigneto che avesse in sé non solo la bellezza di un segno grafico, ma anche un significato profondo:
“Il Terzo Paradiso è il grande mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità nella visione globale. Il termine paradiso deriva dall’antica lingua persiana e significa “giardino protetto”. Noi siamo i giardinieri che devono proteggere questo pianeta e curare la società umana che lo abita.” (M.P.)
Ispirato dalle parole del Maestro Pistoletto, è stato sottoposto al suo vaglio il progetto di una vigna che prendesse la forma del simbolo del Terzo Paradiso: ottenuta la sua approvazione, il vigneto, scrupolosamente impiantato, è oggi cresciuto e ben riconoscibile come segno e disegno.
All’esterno tutti i tre anelli sono costituiti da filari di Ottavianello, il vitigno principe: i due anelli laterali hanno all’interno dei filari di Cigliola Bianca, altro vitigno rarissimo, mentre quello centrale ha al suo interno dei filari di Marchione, vitigno della Valle d’Itria quasi estinto.
“È un onore avere il privilegio di interpretare con una nostra vigna il simbolo del Terzo Paradiso e dare un’ulteriore visione al significato che esso racchiude” afferma Enzo Iaia, titolare di Villa Agreste. “Il sogno di un mondo migliore, dove la natura e l’uomo riescano a trovare un equilibrio, è quello che cerchiamo di realizzare giorno dopo giorno con il nostro lavoro in vigna: un gesto agricolo che incarna un gesto artistico, la natura che si fa arte e viceversa”.
Un lavoro sul paesaggio culturale, dove natura e opera dell’uomo si uniscono dando vita a nuova bellezza: è questo il frutto della fatica nei campi, questo il senso ultimo della viticoltura.
“La Vigna del Terzo Paradiso è un’assunzione di impegno a perseguire la sostenibilità tra attività umana e natura: è simbolo di vitalità, dalla radice della parola vite” queste le parole del Maestro Pistoletto nel suo messaggio di saluto “la vigna dove il terzo paradiso porta equilibrio, armonia nel progresso della società”.
Ed è stato questo il tema del talk “Coltivare cultura: il nuovo paesaggio di Villa Agreste” che si è tenuto dopo l’opening, con la partecipazione di Francesco Saverio Teruzzi per Fondazione Pistoletto Cittadellarte; Maria Grazia Marrocco, Coordinamento Puglia della Fondazione Sylva; Sabrina Vedovotto, curatrice indipendente; Giovanna Bozzi, vicepresidente ANISA per l’educazione all’arte; Leonardo Catucci, agronomo del CRSFA “Basile-Caramia”; con la moderazione di Paola Moscardino, giornalista.
“Il Terzo Paradiso è un simbolo fondamentale perché ci racconta come non solo l’uomo ma anche la natura abbia la sua importanza: questo vigneto ci parla di tutela dell’ambiente, delle nostre tradizioni e di come si debba lavorare per salvaguardare il futuro” afferma Saverio Teruzzi, presente all’opening per la Fondazione Pistoletto Cittadellarte.
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